Passione per la cucina di una "calabro-asturiana" raccontata dal diario del suo piccolo bed & breakfast
Benvenuti nel mio blog.
Ho iniziato questa mia nuova avventura spinta dalle insistenze della mia famiglia, in particolare da due miei "aficionados", dagli ospiti del mio bed&breakfast nonchè da tutti gli amici che subiscono, di buon grado, la mia passione per il thè dato che è sempre accompagnato da qualche nuova dolce esperienza culinaria.
Questo blog è il diario della piccola, tranquilla, meravigliosa vita di un piccolo bed and breakfast; vi andrò annotando sopratutto le mie ricette dei dolci e dei piatti tipici della cucina calabrese ed un poco della storia, delle tradizioni, della musica, della letteratura, della splendida natura e della bellezza incantatrice di questo angolo di Calabria.

A tutti voi amici che mi regalate il piacere della vostra attenzione chiedo di lasciare, al vostro passaggio, un commento, i vostri suggerimenti.
Grazie e buona lettura.

"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro" E. Jolley

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Accomodatevi prego, se desiderate visitare il mio bed & breakfast

martedì 29 settembre 2009

Si ricomincia............ con un premio!


Riprendo a scrivere dopo una lunga pausa.
Molti di voi mi hanno seguito e mi sono stati vicini in questo periodo di silenzio dovuto alla frenetica attività del lavoro che sempre si intensifica nei mesi estivi.
Silenzio ma non assenza: ho seguito tutti i vecchi affezionati amici blogger ed ho accolto con gioia tanti nuovi amici.
Avete aspettato il mio rientro sostenendomi con il vostro affetto
e quando la stanchezza mi aggrediva feroce fioriva in me un sorriso ai vostri commenti di incoraggiamento, testimonianze di amicizia.
Non mancava poi chi mi raggiungeva anche nella mia cucina, mentre vagavo tra dolci dolcetti e stuzzicanti profumi, con qualche delizioso sms.
A voi tutti il mio gioioso grazie !

Ho ricevuto, nei giorni scorsi, il premio "Honest Scrap" due volte: da Cindry e da Angela
. E' per me sempre un'emozione e motivo di orgoglio ricevere un premio! Grazie.



Il loro affettuoso pensiero e le amorevoli "spinte" di tante altre amiche mi hanno spronato a scrollarmi di dosso questa stanchezza da "post stress" e ricominciare a scrivere.

Devo dire che è questo un premio un pochino più impegnativo rispetto a tutti gli altri ricevuti fino adesso. Implica l'obbligo a raccontare qualcosa di più su noi stessi per altro con estrema sincerità e questo richiede un momento di introspezione e quindi mettere poi a nudo quei piccoli dettagli del nostro io che molto spesso non ci soffermiamo a considerare. Ed io provo sempre un pò di disagio nel parlare di me.

Dunque 10 cose di me che ancora non conoscete.......... beh, forse non ne avrò mai parlato però potreste averle intuite leggendomi:

  • Sono sempre coerente con i miei principi e questo lascia poco o nessuno spazio a qualsiasi compromesso anche con me stessa. Sopratutto con me stessa.
  • Soffro, ahimè, della sindrome da "Don Chisciotte": parto lancia in resta per combattere in difesa di quello che ritengo giusto ed il più delle volte sono battaglie ............ contro i mulini a vento! Però sto cercando di imparare a fermarmi prima che sul campo cadano morti e feriti.
  • Mi pongo sempre delle mete da raggiungere. Anche più di una per volta. Però da qualche anno ho lasciato dietro di me il "presto, più presto" e cammino adesso con calma ma dritta per la mia strada: non è correndo che si giunge prima alla meta. Il mio motto è: Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo".
  • Naturalmente non vi dirò della mia passione per la cucina, la conoscete già, però vi potrei parlare del mio sconfinato e smisurato amore per la lettura: leggo più o meno di tutto ma mi invitate a nozze con i triller (noir che più non si può) ed i romanzi storici. E poi naturalmente la poesia.
  • Non guardo mai la televisione, giusto un telegiornale tanto per sapere qualcosa del mondo intorno e qualche programma sulla storia o l'archeologia. I buoni film sono ormai così rari! Però che passione i film d'azione........
  • Mi piace viaggiare: amo il verde brillante, muri di pietra e tegole di coccio e le spiagge solitarie.
  • Gusto con piacere un buon thé: sono sempre alla ricerca di buoni aromi ed piacevoli profumi. Quello del thé è veramente un rito che regala splendidi momenti di relax. Di conseguenza ...........
  • .................... colleziono teiere ed accessori per il thé: è un piacere scegliere la teiera o la tazzina a seconda dell'umore del momento.
  • La cosa che più mi fà paura? La solitudine del cuore.
  • Quello che più temo negli altri? L'ignoranza.

Gli amici ai quali passo il premio:

A
Rafaela con il mio affettuoso benvenuto;
A Romano , calabrese innamorato della sua terra;
A Desaparecida che mi pensa dalla sua splendida isola;
A Koala che ultimamente soffre di nostalgia.......
A Lara dolce amica;
A Rodri che incanta con le sue delicate poesie;
Ad Ago spumeggiante cuoca;
A Cibercuoca l'amica cuoca dell'altro emisfero;
A Juan studente mentiroso y .......... exitoso;
A Veronica con una dulce "tacita de thé";

Le condizioni per chi accetta questo premio richiedono onestà nel raccontare 10 cose di se stessi che gli altri amici blogger non conoscono ed a passarlo tra le mani di altri 10 blogger.

A tutti coloro che seguono questo blog il mio affettuoso grazie!




venerdì 31 luglio 2009

La Conservazione della Frutta



Conservare vuol dire bloccare il processo di deperimento e alterazione degli alimenti, neutralizzando così l'attività di alcuni microrganismi. Si può conservare la frutta in maniera ottimale con procedimenti del tutto naturali e con l'aiuto di ingredienti conservanti come il succo di limone e lo zucchero, con la sterilizzazione e la cottura o con l'essiccazione.
Anche se la conservazione provoca un'alterazione delle qualità nutritive ed organolettiche degli alimenti rimane comunque un ottimo metodo per avere in ogni stagione diverse varietà di frutta a propria disposizione e per evitare il deterioramento in caso di eccedenze.
Se eseguita correttamente, la conservazione casalinga, permette comunque di mantenere un buon valore nutritivo e presenta vantaggi sicuramente maggiori rispetto ai prodotti commerciali.
Importante è attenersi ad alcune semplici ma precise regole: massima igiene, la cottura e la sterilizzazione eseguite correttamente, una semplice ma funzionale attrezzatura e una dispensa adatta per una conservazione ottimale.

Lavare accuratamente la frutta o la verdura da conservare e sterilizzare ogni oggetto da utilizzare per la conservazione sono le prime regole da osservare quando si procede all'esecuzione di una marmellata o di una conserva.

Il pericolo più importante che una cattiva procedura di conservazione può determinare , oltre alla formazione di muffe, è un eccessivo sviluppo di spore del Clostridium Botulinum comunemente detto Botulino, un batterio normalmente presente nei cibi e nel nostro organismo che però, in concentrazione eccessiva, da origine a pericolose intossicazioni, a volte mortali.
La formazione eccessiva di botulino si sviluppa in assenza di ossigeno ed a temperature che vanno dai 10 ai 30 °C e causa generalmente evidenti alterazioni dei cibi: si possono notare formazioni di muffe, i liquidi di conservazione risultano torbidi ed aumentano di volume fino a cusare la loro fuoriuscita dalle capsule di chiusura, si può notare
l'odore tipico di alimento in putrefazione, e la disgregazione dell'alimento con formazione di bolle gassose, anche se alcuni tipi di contaminazione possono non mostrare alcuna modifica evidente degli alimenti.

Sterilizzazione significa sottoporre la marmellata o la conserva già cotta, invasata in barattoli di vetro ed ermeticamente chiusa a bollitura, la cui durata può dipendere dal tipo di prodotto da conservare e dalle dimensioni del contenitore; generalmente sono sufficenti 25/30 minuti di bollitura.
Oltre a distruggere germi e batteri, il processo di sterilizzazione crea un vuoto all'interno del vaso assicurandone la chiusura ermetica: grazie al calore, l'aria presente nel vaso si dilata ed in seguito nel raffreddamento, si restirnge dando luogo ad un vuoto d'aria sotto il coperchio garantendo così l'impossibilità di sviluppo di processi di fermentazione dato che la maggior parte dei batteri, fatta eccezione per il botulino, non sopravvive in assenza di aria; il sottovuoto inoltre consente la possibilità di ottenere marmellate e conserve a basso contenuto di zuccheri.
Il vaso, riempito con la marmellata o la conserva e chiuso ermeticamente và avvolto in uno strofinaccio che servirà sia ad isolarlo dagli altri vasetti che per evitare il contatto diretto con la fonte di calore ed anche un eventuale rottura nell'urto con gli altri barattoli durante la bollitura, posto insieme agli altri vasetti sul fondo di una pentola alta e capiente che andrete quindi a riempire d'acqua in misura da superare di almeno 3/4 cm i coperchi dei barattoli e che porrete su fiamma moderata fino a portare a bollore; abbassate quindi la fiamma per mantenere una bollitura lieve. A bollitura ultimata, spegnete e lasciate raffreddare completamente.

Un altro sistema di sterilizzazione molto utilizzato per la conservazione delle marmellate prevede la sterilizzazione dei vasetti vuoti, precedentemente lavati accuratamente, che verranno riempiti con la marmellata ancora bollente, chiusi ermeticamente e capovolti immediatamente; questo procedimento consentirà ugualmente la formazione del vuoto d'aria e, quindi, un'ottimale conservazione dell'alimento. I vasetti verranno lasciati capovolti fino a completo raffreddamento.

L'attrezzatura per la realizzazione di marmellate e conserve sarà semplicemente quella di una cucina ben fornita: una bilancia, un bicchiere graduato, pentole di varie capacità e ampiezza, tagliere, colini, schiumarole in acciaio, spatole, cucchiai di legno e dal manico lungo, mestoli di varie misure, setacci, contenitori in vetro o ceramica, un buon mixer.
Naturalmente saranno indispensabili vasi e barattoli di vetro in varie misure; io consiglierei di optare per piccoli contenitori dalla capienza massima di 250 ml che permetteranno un consumo più rapido una volta aperti, anche se comunque andranno sempre conservati in frigorifero dopo l'apertura.
Per conserve e succhi di frutta andranno bene anche dei contenitori con una capacità maggiore.
Inutile sottolineare che barattoli e capsule di chiusura vanno accuratamente puliti, lavati e sterilizzati in acqua con qualche goccia di aceto o succo di limone prima dell'uso e quindi lasciati ad asciugare su un canovaccio pulito.

La dispensa dove conserverete le vostre marmellate deve essere un ambiente asciutto, buio, ben areato e fresco; sarebbe ottimale una temperatura massima di 18/20 °C. L'ideale sarebbe un angolo della cantina ma in assenza di questa anche in un piccolo appartamento si può creare uno spazio adeguato.
I vasetti ed i barattoli andranno etichettati indicando il contenuto, la data di confezionamento e se possibile anche una data di scadenza; verranno collocati verticalmente e possibilmente raggruppati secondo il contenuto e, considerando che l'aria calda tende a salire, sarebbe preferibile conservarli sui ripiani più bassi.

E adesso....... buon lavoro!


Le mie ricette:

Marmellata di "Pruna d'ì Frati" (Prugne di Terranova)

Kumquat (Mandarini Cinesi) al Cognac

Marmellata di Kumquat (Mandarini cinesi)

Marmellata di Prugne e Ciliege

Peperoni in agrodolce

Mostarda di Uva

Marmellata di Pesche e Mandorle

Marmellata di Pere e Limone

Marmellata di Limoni alla Zagara


giovedì 30 luglio 2009

Marmellata di "Prùna d'i' fràti" con Vaniglia e Zenzero (Prugne di Terranova)



Vorrei proporre oggi una ricetta particolare di marmellata realizzata con le tradizionali “Prugne di Terranova” (perchè coltivate appunto nel comune di

Terranova Sappo Minulio, RC) che vengono localmente chiamate “prùna d'ì fràti” (in lingua locale) poiché introdotte probabilmente sin dal ‘500 dai monaci benedettini celestini.
Si ha notizia che già nel 1691 Padre G. da Fiore elencava tra le prugne presenti in
Calabria anche “quelle dette di frati, quali sono molto nobili, e delicate”.

Le “Prugne di Terranova” si presentano con forma ellissoidale,
ricoperte di pruina bianca, raggiungono la completa maturazione in Luglio e Agosto ed assumono un particolare colore verde con riflessi dorati e viola intensi.
Al sapore le “prùna dì fràti” sono molto dolci ed aromatiche
con un retrogusto fresco, lasciando una gradevole sensazione di acidulo sul finale. La polpa
è consistente e densa, poco succosa ed il seme si stacca senza
difficoltà.

Un proggetto territoriale avviato dall’amministrazione Comunale di Terranova Sappo Minulio (RC) , guidata da Salvatore Foti (il sindaco più giovane d’Italia) ha consentito la
valorizzazione delle tradizionali prugne concedendo il marchio di
Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.) alle “Prugne di Terranova”.
Queste prugne sono un prodotto apprezzatissimo nell'ambito locale e le numerose manifestazioni di promozione e studio delle loro proprietà e storia hanno dato loro evidenza e ampio successo anche a livello internazionale, la deliziosa confettura realizzata con queste prugne è stata, nel corso di una manifestazione gastronomica, presentata alla corte di Svezia, suscitando non poco interesse.



Io ho accompagnato al gusto raro e particolarmente piacevole di questa prugna la vaniglia e lo zenzero che hanno regalato un leggero tocco dolce-speziato al suo retrogusto vegetale e leggermente acidulo.



Ingredienti:
  • Kg 1 di Prugne di Terranova;
  • gr 500 di Zucchero grezzo ( di canna);
  • 1 bacca di Vaniglia;
  • 1 cucchiaino (da caffè) di Zenzero in polvere;
  • 1 Limone;
Lavate ed asciugate delicatamente le prugne; snocciolate e versatele in una pentola; aggiungete lo zucchero, lo zenzero, il succo del limone e qualche strisciolina della buccia del limone; incidete per tutta la sua lunghezza la bacca di vaniglia ed unitela agli altri ingredienti. Ponete a cuocere su fiamma moderata mescolando con un mestolo di legno fino a che la marmellata non risulti addensata al punto giusto.
Togliete dal fuoco ed invasate subito in vasetti di vetro già sterilizzati; tappate bene e capovolgete i vasetti lasciandoli raffreddare. Non dimenticate di eticchettare.
Conservate al buio ed in luogo fresco.

Per verificare la cottura della marmellata potrete utilizzare la classica "prova piattino": Prelevate con un cucchiaio un poco di marmellata e versatela su un piattino inclinato; quando la goccia scivolerà con difficoltà, la marmellata sarà al suo punto giusto di cottura.


martedì 28 luglio 2009

Muffin "Mela e Miele"


"Tutto è pronto: il mare, l'atlante, l'aria
Mi manca solo il quando,
un diario di bordo, il dove, le carte di navigazione,
venti a favore, il coraggio
e qualcuno che mi ami come non so amarmi io."
Juan Vicente Piqueras





Ingredienti:
  • gr 250 di Mele (renette);
  • gr 250 di Farina (tipo "OO");
  • gr 50 di Miele;
  • ml 200 di Latte;
  • 1 cucchiaino di Cannella in polvere;
  • 1 cucchiaio raso di Lievito per dolci;
  • 2 Uova (solo gli albumi);
  • ml 60 di Olio extravergine d'oliva;
  • un pizzico di Sale;

In una terrina setacciate insieme la farina ed il lievito; aggiungete la cannella ed il sale e mescolate.
In un'altra terrina versate il latte, il miele e l'olio e mescolate per amalgamare bene. Montate, adesso, gli albumi a neve fermissima ed aggiungete delicatamente al composto di ingredienti liquidi. Mescolando, sempre delicatamente, aggiungete adesso il contenuto dell'altra terrina fino ad ottenere un composto liscio e cremoso. Aggiungete infine le mele tagliate a tocchettini.
Versate il composto negli appositi stampini riempiendoli fino a 3/4 della loro capacità ed infornate a 180° circa (in forno già caldo) per 12/15 minuti fino a che i muffin non avranno un colore leggermente dorato.
Sfornate e servite freddi.

I muffin si conservano bene anche per 3/4 giorni in un contenitore ermetico.


giovedì 9 luglio 2009

Camille a ........ modo mio!


"Is’ad ti prego di venire con me

nel vicino bosco, dove la vita è bella.

Nella sua frescura c’è la bellezza dell’amore

per accogliere l’alba sorridente

che respira come la corda della chitarra.

Cantiamo, come cantano gli usignoli,

per i fiori e gli alberi.

Li' accoglieremo il venticello che odora di gelsomino,

ascolteremo la melodia degli uccelli

e la loro tenera magia.

Li' berremo avidamente

L’incanto del mattino e del tramonto.

Torneremo pieni di sogni e di speranze."

Mohammad al-Basrûs





Ingredienti;
  • gr 250 di Carote;
  • gr 80 di Mandorle (tritate);
  • gr 200 di Farina (tipo OO);
  • gr 200 di Zucchero;
  • ml 150 di Latte;
  • ml 100 di Olio di semi di girasole;
  • 2 Uova;
  • La buccia grattugiata di 1 Limone;
  • 1 bustina di Lievito per dolci;
  • 1 pizzico di Sale;
Tritate le mandorle insieme allo zucchero. Tritate le carote ed aggiungetele alle mandorle e lo zucchero; incorporate, uno per volta, le uova lavorando per amalgamare bene gli ingredienti; aggiungete, sempre un ingrediente per volta amalgamando bene ad ogni ingrediente aggiunto, la buccia grattugiata del limone, il latte e l'olio, poi la farina, il lievito ed il pizzico di sale; quando il composto risulterà liscio e cremoso distribuitelo nei pirottini (io ho usato quelli per i muffin) riempiendoli per 2/3 della loro capienza.
Infornate, in forno già caldo, a 180° per 15/20 minuti. A cottura ultimata aprite un pò il forno, lasciate raffreddare e sfornate.
Trasferite le camille su una griglia per dolci e spolverizzate con zucchero a velo oppure con della granella di mandorle. Disponetele su un vassoio e servite.

Si conservano benissimo per 2/3 giorni in un contenitore ermetico.


lunedì 29 giugno 2009

Kumquat (Mandarini cinesi) al Cognac

"Zefiro oscuro,
freme l'intensa alba,
ricolma del tuo flusso,
palpita fra le plaghe dell'etere
e ansima fra le aride crepe.
Nulla può deviare l'amplesso armonico,
che scorre senza increspare l'immenso.
Io siedo quietamente,
inebriato d'incanto,
il culmine giunge silente
e il sublime s'innalza da sé."
Mario Guarna



Il mio piccolo "limonero" ha messo il vestito bianco e profumato dei fiori.
Piccola, piccolissima bianca zagara, profuma l'aria intorno e ti avvolge di una strana tenerezza.
E' un dono, un piccolo miracolo.
Ed i suoi frutti riservano dolci sorprese.

Dopo laprecedente ricetta della Marmellata "speziata" vorrei proporvi anche quest'altra ricettina dall'esotico profumo.


Ingredienti
;
  • Kg 1 di kumquat;
  • gr 400 di zucchero;
  • 1 stecca di Cannella;
  • gr 10 di chiodi di garofano;
  • ml 3 di acqua;
  • ml 150 di cognac;

Togliete il picciuolo ai kumquat, lavateli ed asciugateli delicatamente con della carta assorbente.
Fate adesso uno sciroppo sciogliendo 150 g zucchero nell'acqua e lasciate cuocere fino a quando non sia diventato trasparente (circa 5 minuti).
Aggiungete quindi i kumquat e la stecca di cannella e mescolando con delicatezza fate cuocere per qualche minuto, ponendo molta attenzione per evitare che si rompano; toglieteli dallo sciroppo con una schiumarola e trasferiteli nei vasetti tiepidi (che avrete precedentemente sterilizzato); debbono arrivare giusto al bordo.

Adesso misurate circa 150 ml dello sciroppo rimasto e ponetelo in una pentola con il resto dello zucchero; mescolate a fuoco lento fino a che il tutto non si sia perfettamente sciolto e poi lasciate bollire per 1 minuto circa in modo che il composto assuma la consistenza di uno sciroppo denso; sarà pronto quando mettendone una goccia tra due cucchiaini freddi, premendoli e poi separandoli si forma un filo di zucchero. Togliete dal fuoco, aggiungete il cognac ed i chiodi di garofano, mescolate bene, versate caldo sui kumquat; chiudete bene i vasetti e conservate in luogo buio ed asciutto fino al momento dell'uso.

Si conservano benissimo per circa 3 mesi.


venerdì 26 giugno 2009

Marmellata di Kumquat (Mandarini Cinesi)


"Sono morto come minerale e come pianta sorto.
Sono morto come pianta e ancora risorto come animale.
Sono morto come animale e risorto come uomo.
Perché temere allora di divenire meno morendo?
Ancora una volta moriro' come uomo.
Per risorgere come un angelo perfetto dalla testa
alla punta dei piedi.
Ed ancora quando da angelo soffrirò la dissoluzione
Io mutero' in cio' che supera l'umano concetto."
Rumi


I Kumquat, meglio conosciuti come mandarini cinesi, vengono utilizzati sopratutto in pasticceria, preparati canditi, e per la realizzazione di ottime confetture e mostarde; freschi si consumano interi, senza la necessità di privarli della buccia, e si possono utilizzare anche nella preparazione di insalate alle quali danno un sapore particolare.
Il kumquat e'un frutto ricco di potassio e di vitamina C ed A, possiede quindi un forte potere antiossidante e rafforza le difese immunitarie e 100 gr di questo frutto forniscono soltanto 60 calorie.
Può essere un buon digestivo se consumato a fine pranzo.





Ingredienti;
  • kg 1 di Kumquat (naturalmente non trattati);
  • 5 fettine di radice (rizoma) di Zenzero;
  • gr 800 di zucchero;
Private i Kumquat del picciuolo, lavateli ed asciugate delicatamente.
Poneteli a bagno in acqua per due giorni, cambiando l'acqua due volte al giorno.
Trascorsi i due giorni scolate, dividete i frutti a metà e levate i semi; poneteli in una terrina, aggiungete le fettine di zenzero e lo zucchero, mescolate e lasciate riposare per qualche ora. Versate tutto il contenuto della terrina in una pentola e ponete a cuocere a fiamma moderata fino a raggiungere la giusta consistenza (ripetere la prova della goccia sul piattino inclinato fino a che non scivolerà lentamente).
Versate la marmellata calda nei vasetti precedentemente sterilizzati, chiudete bene e capovolgete. Lasciate i vasetti capovolti fino a che non si saranno completamente raffreddati.

Piccolo consiglio: provate ad aggiungere, cinque minuti prima della fine della cottura, un bicchierino di liquore all'anice. Volendo potete sostituire la radice di zenzero con il liquore.


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